La Scuola Europea di Alti Studi Tributari dell’Università di Bologna (SEAST) ha prodotto uno studio sugli incentivi offerti dai principali governi europei (rientrano nella ricerca: Italia, Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi) per gli investimenti in “Industria 4.0”, con riferimento a tre aree tematiche: Crescita, Innovazione e Ambiente.

Crescita e sostegno a start-up innovative, agevolazioni fiscali a beneficio di chi adotta sistemi tecnologici innovativi ed eco-sostenibili sono considerati driver importanti per la crescita socio-economica delle economie europee; tuttavia le misure adottate risultano meglio strutturate e accessibili in Italia e Francia.

Gli incentivi italiani e francesi sono particolarmente convenienti con riguardo agli investimenti in innovazione:

1) In Italia il credito d’imposta sulle somme investite in ricerca e sviluppo in collaborazione con enti di varia natura, comprese start-up innovative, è pari al 50%. In Francia il credito d’imposta sui costi in spese di ricerca tecnica è pari al 30%.

2) In Italia i redditi derivanti da software coperti da copyright, brevetti, marchi, disegni e modelli non concorrono alla formazione del reddito complessivo per il 50% del loro ammontare. In Francia, a patto che l’invenzione sia brevettabile su suolo francese, i brevetti godono di tassazione agevolata del 15%.

3) In entrambi i Paesi è previsto un super-ammortamento sull’acquisto di beni tecnologici legati all’Industria 4.0: 250% in Italia, 140% in Francia (dove la misura è solo temporanea).

Diversa la situazione in Germania, dove i colleghi tedeschi potranno beneficiare, per quanto riguarda l’area Crescita, “solo” dell’esenzione di imposta sui redditi per gli investimenti in venture capital in società residenti in Germania.

In Spagna, invece, è prevista un’aliquota ridotta al 15% dell’imposta sul reddito per le start-up ma non per i loro investitori. Per l’area Innovazione la strategia spagnola presenta un mix di misure, non esenti però da alcune importanti limitazioni.

I Paesi Bassi, che offrono credito d’imposta e aliquote agevolate per attività di ricerca e sviluppo e brevetti, puntano maggiormente sul green: deduzione immediata fino al 36% dell’investimento ambientale e patent box sui diritti di costituzione di nuove varietà vegetali.